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Alcuni cristiani, sostenitori della Scrittura ispirata, sostengono anche la totale infallibilità del testo sacro. A prova di ciò amano citare l’apostolo Paolo e precisamente il passo in 2 Timoteo 3:16 che dice: "ogni Scrittura è ispirata da Dio".

Nell'ispirazione, essi, includono non solo ogni libro della Scrittura, ma tutti i particolari storici, geografici, genealogie, insegnamenti di Gesù, ecc., ogni sua parte. Per loro, l’ispirazione garantisce un’infallibilità, perché l’ispiratore è un essere infallibile, Dio.

Tutto ciò che Dio ispira, o rivela, è perfetto. Chi sostiene questo concetto genera di per sè la prima contraddizione, ignorando, o dimenticando, che ho sì ricevuto da un essere perfetto, ma attraverso un essere imperfetto.

Il cristianesimo considera Dio un essere perfetto e l’uomo un essere imperfetto, la Scrittura è stata generata da Dio è che è perfetto, ma è stata trasmessa dall’uomo che è imperfetto.

Sostenere poi che Dio, nella sua misericordia, ha pervaso, con il suo spirito, l’uomo che scriveva, al punto che questi trasmettesse solo ciò che Egli ispirava, è ancora peggio, perché se così fosse allora il testo non dovrebbe creare interpretazioni, dovrebbe essere inequivocabilmente chiaro e tutti gli “autori” dovrebbero trasmettere la stessa cosa.

In altre parole non dovrebbe esserci un vangelo secondo Matteo o secondo Giovanni, ma dovrebbe esserci il vangelo e basta, perché sia Matteo che Giovanni dovrebbero dire la stessa medesima cosa, oppure uno dovrebbe aggiungere quello che non si trova nell’altro, ma sicuramente l’uno non dovrebbe dire cose diverse dall’atro.

Gli autori dei testi ispirati non avevano questa preoccupazione di scrivere in modo perfetto o infallibile, non si preoccupavano di controllare se la “cosa” era già stata scritta da un altro, ognuno di loro ha scritto “secondo” la propria conoscenza.

Lo stesso apostolo Paolo dice, in altre occasioni che "noi conosciamo in parte" (1. Corinzi.13: 9 - 12 “poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. Quand’ero fanciullo, parlavo da fanciullo, pensavo da fanciullo, ragionavo da fanciullo; ma quando son diventato uomo, ho smesso le cose da fanciullo. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto.).

La conoscenza che abbiamo è dunque parziale, in attesa di quella totale. In conclusione a questo punto, l’apostolo Paolo non sta dicendo che la Scrittura è perfetta, sta solo dicendo che è ispirata da Dio, che è perfetto. Riprendendo il passo in 2 Timoteo 3: 16, possiamo notare che l’intento dell’apostolo Paolo non è quello di dichiarare un’infallibilità delle Scritture, ma una utilità delle stesse perché ispirate da Dio: “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

Lo stesso Gesù Cristo dichiarò: “Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!” (Giovanni.5: 39 – 40).

Mettendo in evidenza che già allora esisteva questo problema. Gesù Cristo ha chiaramente detto che non è nella conoscenza delle Scritture che si ottiene la vita eterna, ma è attraverso Lui. A proposito della vita eterna, in altre occasioni Egli ha detto: “E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.” (Giovanni.17:3). Le scritture sono utili per la conoscenza di cui abbiamo bisogno, se esse sono perfette o imperfette poco importa, l’importante è l’utilità che esse hanno per noi. Estratto da "http://it.mormonwiki.com/mormonismo/Esistono_contraddizioni_nella_Bibbia%3F"