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Il mormonismo insegna che l’espiazione di Gesù Cristo è la dottrina centrale del grande piano di vita e di salvezza. In un’occasione al profeta Joseph Smith fu chiesto: "Quali sono i principi fondamentali della sua religione?". La risposta del profeta alla domanda fu: "I principi fondamentali della nostra religione sono le testimonianze degli Apostoli e dei Profeti riguardo a Gesù Cristo, che morì, che fu sepolto, e risorse di nuovo il terzo giorno, e salì al cielo; e tutte le altre cose che appartengono alla nostra religione sono solo appendici a ciò..." (Teachings of the Prophet Joseph Smith, p. 121).

Veramente la missione di Cristo, che culminò colla sua espiazione è il messaggio più importante del mormonismo.

L’Espiazione, che è l’avvenimento più grande nella storia del mondo, è stata realizzata attraverso le sofferenze che Gesù, nel Giardino di Getsemani, soffrì per i nostri peccati, le scritture affermano che nel Giardino di Getsemani, il peso dei peccati dell’umanità gli fece sentire tale agonia da sanguinare da ogni poro (Luca 22:39–44). Dopo, mentre era appeso alla croce, Gesù, sofferse di sua volontà una morte dolorosa, inflitta con uno dei metodi più crudeli che gli uomini mai abbiano progettato. Lo stesso Salvatore ci dice di quell’esperienza: "Perché ecco... , ho sofferto queste cose per tutti, affinché non ne soffrissero ... proprio come me" (Dottrina & Alleanze 19:16–17). Poiché il Figlio di Dio, Gesù Cristo è il solo essere che avrebbe potuto fare un sacrificio infinito per espiare per i nostri peccati, Gesù fece la Sua parte, ma per rendere la Sua Espiazione completamente funzionante nelle nostre vite, dobbiamo fare certe cose. Primo, abbiamo bisogno di avere fede in Cristo; secondo, abbiamo bisogno di pentirci dei nostri peccati; terzo, abbiamo bisogno di essere battezzati da qualcuno che abbia la giusta autorità del sacerdozio; quarto, abbiamo bisogno di ricevere il dono dello Spirito Santo tramite l’imposizione delle mani (Ancora, da qualcuno che abbia la giusta autorità del sacerdozio); e finalmente, abbiamo bisogno di obbedire ai comandamenti di Dio fino alla fine dei nostri giorni sulla terra.

Se facciamo queste cose, i benefici dell’Espiazione possono raggiungere le nostre vite individuali e permetterci di ritornare a vivere con Gesù Cristo e con il nostro Padre nei Cieli per sempre.

Secondo la dottrina mormone siamo salvati tramite la grazia, ma soltanto dopo che facciamo tutto ciò che possiamo per obbedire ai comandamenti di Dio, ci pentiamo dei nostri peccati, e consentiamo alla Sua amorevole influenza di cambiare i nostri cuori in modo che diventiamo amorevoli e "purificato proprio come Lui è puro." (Moroni 7:48)

Il giardino del Getsemani e la croce

L’Espiazione di Gesù Cristo è la dottrina centrale del Vangelo e l’atto più importante ed altruistico nella storia del mondo. Secondo gli insegnamenti della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, l’Espiazione di Gesù Cristo era necessaria a causa della trasgressione, o caduta, di Adamo, che portò la morte nel mondo quando Adamo ed Eva condivisero il frutto proibito dell’albero della conoscenza del bene e del male (vedere Gen. 2:9; 3:1-24). La morte risultante include non solo una separazione dello spirito dal corpo fisico, ma anche una separazione di tutte le persone dal loro Dio perfetto e santo. Attraverso l’Espiazione, Gesù Cristo soffrì fisicamente e spiritualmente per i peccati e i dolori di tutta l’umanità. Egli fece sì che tutte le cose viventi o morte riavranno i loro corpi e vivranno per sempre, e che tutte le persone saranno portate nei loro corpi risuscitati davanti a Lui per essere giudicati secondo le loro opere. Così l’Espiazione garantisce la risurrezione incondizionata e letterale di ogni corpo mortale e la riunione eterna con Dio di ogni persona fedele. Per accedere al potere spirituale redentore dell’Espiazione, abbiamo bisogno di sviluppare la fede in Cristo, pentirci dei nostri peccati, essere battezzati, ricevere il dono del santo spirito, e perseverare sino alla fine nell’obbedienza ai principi del Vangelo.

Quando ci pentiamo, il Signore ci perdona e toglie la colpa dalle nostre anime. In virtù di ciò che ha sofferto per noi, i nostri peccati sono già pagati; ciò che ci resta da fare è decidere se accettare o rigettare quell’ ultimo sacrificio espiatorio. Se rifiutiamo di accettare l’Espiazione, ci escludiamo dalla presenza di Dio indefinitamente. Dio non può redimerci nei nostri peccati, ma può, e ci libererà dai nostri peccati, se ci pentiamo e Lo seguiamo. Frequentemente, quando i cristiani (includendo molti membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) parlano dell’Espiazione, ne accentuano i suoi aspetti fisici.

Parlano spesso della corona di spine che è stata collocata sulla testa del Salvatore, la sua fustigazione ad opera dei soldati romani, o i dolori che ha sofferto quando i chiodi infilati nelle mani e nei piedi. Certamente questi furono degli avvenimenti dolorosi e sono degli aspetti importanti dell’Espiazione. Comunque, c’è un’altra dimensione più spirituale per l’azione redentrice di Cristo. La notte prima di essere crocifisso, Gesù andò nel Giardino del Getsemani con Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre apostoli principali. Il Getsemani significa "frantoio dell’olio". Per generazioni in quel luogo, le olive erano state spremute sotto il peso di pietre gigantesche per estrarre il loro olio prezioso, una fonte importante di luce e vita. La sofferenza espiatoria della Luce e Vita del mondo, il Salvatore, fece sì che il sangue fosse spremuto da ogni poro del Suo corpo sotto il peso schiacciante dei peccati del mondo.

Le scritture dichiarano che mentre era nel Giardino del Getsemani, Gesù iniziò ad essere triste e molto oppresso. Disse ai Suoi apostoli: "La mia anima è estremamente triste, sino alla morte" (Marco 14:34). Allontanatosi ad una certa distanza da loro, cadde a terra. Poi il Salvatore pregò con fervore, piangendo a Suo Padre "di portare via questo calice da me: tuttavia non quel che voglio, ma la tua volontà sia fatta" (vede Marco 14:35–36). Per parecchie ore il Signore versò la Sua anima nella preghiera ed il Suo sangue sgocciolava al suolo al suolo. A un punto un angelo da Dio venne per rafforzarlo ed aiutare il Salvatore a completare il Suo sacrificio. Durante questo tempo straziante, in qualche modo e ad un grado incomprensibile per noi, Gesù sentì nel Suo proprio corpo e nello spirito gli effetti di tutti i peccati e tutto la sofferenza spirituale e fisica (incluse tutte le malattie, dolori, ed angosce) di ogni essere umano che mai avrebbe vissuto. Fu punito nel corpo e nello spirito per le nostre malefatte. Un peso tremendo ed infinito di dolore ed angoscia riempì la Sua anima, ed Egli soffrì in un in senso eterno ed infinito.

Il Salvatore era il figlio unigenito del nostro Padre nel Cielo, il solo che avrebbe potuto eseguire l’Espiazione per noi altri. Fu scelto prima che nascesse, per diventare il Salvatore. Era il Figlio letterale di Dio nella carne, ciò vuol dire che ereditò da Suo Padre nei Cieli il potere sulla morte, e da sua madre mortale, Maria, la capacità di morire. Visse una vita perfetta che faceva di Lui il solo mortale senza peccato, responsabile perché i mortali vivessero. Qualunque altra persona sarebbe morta nel tentare di soffrire come Gesù alla fine soffrì.

Senza l’Espiazione, ogni mortale sarebbe rimasto senza corpo per sempre dopo la morte, e sarebbe stato tagliato eternamente dalla presenza di Dio, essendo condannato a vivere sotto il potere di Satana nell’oscurità e nella miseria perché non ci sarebbe stato modo di prevalere sulla morte o sul peccato. L’Espiazione fornisce a tutta l’umanità la sua sola speranza di salvezza da questo destino lugubre. È impossibile per noi capire completamente la grandezza della sofferenza del Signore nel Getsemani e sulla croce. Anche Gesù, che sapeva in anticipo come sarebbe stata l’esperienza, ha detto che era "spaventato" (Marco 14:33), o intimorito.

Dopo essersi rialzato dalla preghiera, il Signore tornò dov’ erano Pietro, Giacomo e Giovanni. Subito dopo, l’apostolo traditore Giuda Iscariota arrivò con un contingente di soldati romani, che arrestarono Gesù sotto false accuse. Quella notte e la mattina seguente, il Salvatore sopportò l’abuso estremo fisico e mentale dai soldati romani e da altri, e passò attraverso parecchie prove illegali ed ingiuste. Alla fine, in presenza di Pilato Gesù fu condannato ingiustamente ad essere crocifisso come blasfemo. Dalle nove, di un terribile venerdì mattina fino alle tre di quel pomeriggio, Gesù soffrì in agonia sulla croce. Infine morì volontariamente quando la sua sofferenza fu completa, ed il Suo spirito andò nel mondo degli spiriti a proclamare il Vangelo ai morti. I suoi discepoli tirarono giù il Suo corpo dalla croce lo seppellirono in una tomba nuova, dove nessuno era stato seppellito prima. Il corpo giacque nella tomba dalla sera di venerdì (l’inizio del Sabato ebraico) fino alla domenica mattina. Poi Gesù ritornò ed il Suo corpo fu riunito al Suo spirito in una forma immortale, perfetta, glorificata. Così Gesù fu il primo mortale ad essere risuscitato. La sua risurrezione completò il Suo trionfo sopra la morte ed il peccato. Da allora, i discepoli di Cristo hanno proclamato il Vangelo, o "le notizie buone," che Cristo ci ha reso possibile vivere di nuovo dopo questa vita con Dio e tutti i suoi figli fedeli per sempre. Come essere risuscitato, Cristo rivelò a Joseph Smith alcuni altri dettagli della Sua sofferenza nel Getsemani: "Poiché ecco io, Iddio, ho sofferto queste cose per tutti, affinché non soffrano se si pentiranno. Ma se non volessero pentirsi, essi dovranno soffrire proprio come me; e queste sofferenze fecero sì che io stesso , Iddio il più grande di tutti tremassi per il dolore, e sanguinassi da ogni poro, e soffrissi sia nel corpo che nello spirito -- e desiderassi di non bere la coppa amara, e mi ritraessi -- Nondimeno, gloria sia al Padre, bevvi, e portai a termine i miei preparativi per i figliuoli degli uomini" (Dottrina & Alleanze 19:16-19). L’esperienza della "coppa amara" nel Getsemani influenzò profondamente il Salvatore. È quest’aspetto dell’Espiazione che le Sacre scritture dei santi degli ultimi giorni enfatizzano. I dolori della mente, o spirito, e corpo, sofferti sia nel Giardino di Getsemani che sulla collina del Calvario, costituito il sacrificio infinito di Gesù -- attraverso il quale ci ha pagati letteralmente, liberandoci dalla condanna dei nostri peccati se noi solo accettiamo il suo sacrificio seguendo fedelmente il suo esempio ed i suoi insegnamenti. Così l’Espiazione riunisce il nostro spirito al nostro corpo nella Risurrezione, e ci riunisce allo stesso modo alla presenza del nostro Dio se l’accettiamo seguendo fedelmente gli insegnamenti del Salvatore. Estratto da "http://it.mormonwiki.com/Espiazione"