FANDOM


Il potere del vescovo di Roma si evolse piano piano. Dapprima troviamo Clemente che manda una lettera ai santi di Corinto per consigliarli riguardo alcuni dei loro problemi, ma dal tono della lettera si evince non che Clemente proclami un dogma per loro, ma solo dei consigli fraterni; questo avviene alla fine del primo secolo. Più tardi invece altri vescovi di Roma cominciarono a mostrare i muscoli in ben altra maniera come Anacleto che però dovette trovare un punto di accordo con Policarpo sulla data della celebrazione della Pasqua.

Purtroppo ve ne furono altri come Stefano, vescovo di Roma che nella metà del terzo secolo quindi intorno al 250 d.c., che si dimostrò molto aggressivo nella ricerca della supremazia ma che però, come abbiamo visto, fu rimproverato dal consiglio dei vescovi africani, ma vediamo come uno studioso Cleveland Coxe analizza come il vescovo di Roma raggiunse la sua supremazia.

"Dopo il concilio di Nicea i vescovi furono riconosciuti come patriarchi sebbene eguali fra di loro, ma l'ambizione di Bonifacio III lo portò ad autonominarsi "Vescovo universale". Questo fu dapprima un nome di "intollerabile orgoglio" come il suo predecessore lo aveva chiamato, ma Nicola I nel 858 d.c. provò a renderlo reale e per mezzo di falsi decreti, creò se stesso come primo papa, nel senso moderno, imponendo il suo dispotismo sull'Occidente".

"Questi decreti ( o decreti dottrinali emessi da quello stesso papa ) vennero a causa degli arcivescovi tedeschi e dei Re che pagavano solo un tributo di parole a quello che "doveva" essere il Papa. Nello sforzo di ottenere il loro supporto nei fatti e la loro lealtà, falsi documenti che avrebbero provato la preminenza di Roma furono creati. Da qualche parte nell'anno 840 un prete francese falsificò una serie di decreti ecclesiastici dando così il potere finale al vescovo di Roma. Will Durant spiega.

"Fu una compilazione ingegnosa. Insieme con una notevole massa di documenti autentici di concili, venivano inclusi decreti e lettere che erano attribuiti ai Pontefici da Clemente I, vissuto nel primo secolo fino a Melchiade circa l'inizio del quarto secolo. Questi documenti falsi furono prodotti per provare che dalla più vecchia tradizione e pratica della chiesa nessun vescovo poteva essere deposto e che nessun concilio potesse essere indetto e che nessun problema dottrinale potesse essere deciso senza il consenso del vescovo di Roma. Inoltre che anche questi antichi pontefici, grazie a questi documenti avevano affermato sempre una assoluta ed universale autorita' come vicari di Cristo.

Il papa Silvestro I nel 314 o 315 d.c. era rappresentato come se avesse ricevuto la "Donazione di Costantino" sia secolare che religiosa autorità su tutta l'Europa Occidentale. Il falso sarebbe stato evidente a qualunque studioso, ma a quel tempo la professionalità degli studiosi era molto bassa. Il fatto che molte delle affermazioni ascritte ai decreti ai vescovi antichi di Roma e' stata resa autentica anche dai successivi pontefici e per otto secoli sono stati citati per comprovare la loro "autorita'".

In una nota a pie' di pagina Durant aggiunge:"Lorenzo Valla nel 1440 definitivamente sconfessò la frode nel "Falsi decreti" che tutti adesso riconoscono che i documenti in questione altri non erano che falsi.