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La posizione dei neri nella chiesa mormone nella chiesa è semplice: nessuna discriminazione o razzismo vengono tollerati. Profeti e dirigenti della chiesa l’hanno detto chiaramente. Il sostegno della chiesa mormone all’uguaglianza dei neri risale alla metà del 1800 quando la chiesa era sotto la direzione del profeta Joseph Smith.

Joseph Smith ordinò al sacerdozio alcuni neri liberati. Non solo voleva che i neri fossero liberi, ma voleva che fossero istruiti e gli venissero dati uguali diritti e trattamento. Invitò le persone "di ogni colore" ad unirsi alla chiesa e adorare nel tempio di Nauvoo. Questa era una dichiarazione molto audace da parte di Smith per conto della chiesa quando consideriamo gli atteggiamenti razzisti assunti da molti individui e gruppi religiosi in quel periodo.

Nella decade dal 1840 in avanti Smith diede voce alle sue idee che i neri dovevano avere uno status fra i bianchi, e alcuni studiosi credono che i suoi insegnamenti abbiano influenzato Abraham Lincoln. In un periodo in cui le idee razziste venivano propugnate persino da cristiani devoti, Smith nominò Elijah Abel, un nero mormone ad essere apostolo. In una lettera trovata in cui si discute l’opinione di J. Smith sulla schiavitù si legge:

”Mi fa ribollire il sangue riflettere sull’ingiustizia, crudeltà, e oppressione dei governatori del popolo. Quando smetteranno di esistere queste cose, e la costituzione e le leggi torneranno a dominare?” Joseph Smith si candidò alla Presidenza su una piattaforma anti-schiavista. Mentre noi consideriamo la storia mormone agli inizi possiamo dedurre che i Mormoni erano caldamente a favore dell’emancipazione degli schiavi per un eguale trattamento dei neri, anche se questa era una posizione del tutto impopolare da assumere.